SICUREZZA DIGITALE: LA PRIORITÀ PER OGNI IMPRESA
Dalla base operativa di Cologno al Serio, il giovane professionista Davide Ferri con Asbarui offre soluzioni informatiche su misura per le aziende, dallo sviluppo dei siti web mettendo alla protezione dei dati
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C’è chi dice che il futuro appartiene ai giovani, ma a Cologno al Serio il futuro è già una realtà consolidata grazie a Davide Ferri. Classe 2003, Davide non è il tipico appassionato di tecnologia: è un professionista dell’informatica che ha saputo coniugare una vocazione nata tra i banchi delle medie con un approccio manageriale rigoroso. Nonostante la giovane età, Davide dimostra una versatilità rara: mentre porta avanti con dedizione gli studi universitari in economia aziendale, ha costruito da zero un’attività, che porta il nome di Asbarui, capace di rispondere alle esigenze complesse del mercato digitale. Questa capacità di muoversi su più fronti riflette l’approccio dell’informatico moderno, capace di risolvere problemi tecnici con un rigore che guarda alla concretezza del risultato. Dall’esordio con il suo primo cliente appena tre anni fa, la sua ascesa è stata verticale. Un traguardo straordinario che testimonia come la competenza, quando unita a una base operativa solida nel cuore della provincia bergamasca, possa fare la differenza in un mercato sempre più esigente. Abbiamo incontrato Davide per farci raccontare i segreti di Asbarui, del suo successo e come la sua attività stia ridefinendo gli standard di assistenza e gestione dati.
Davide, usciamo dall’equivoco: oggi fare l’informatico per un’azienda significa molto più che configurare una stampante o installare un software. Quali sono i servizi su cui si poggia la tua attività?
<<Mi occupo di informatica avanzata, con un focus verticale sulla gestione e protezione dei dati. La cybersecurity è probabilmente la sfida più complessa, soprattutto perché richiede un cambio di mentalità da parte delle aziende: non è un accessorio ma è il pilastro che garantisce la continuità del lavoro. Parallelamente offro una consulenza completa sulla presenza digitale. Non ci limitiamo a consegnare un sito web, ma curiamo ogni aspetto necessario per rendere un’attività competitiva: dal posizionamento SEO per essere trovati su Google, allagestione dei social e delle campagne marketing. Anche la parte creativa, come grafica e contenuti, non è mai fine a se stessa, ma è studiata per restituire un’immagine solida e coerente. In sostanza, il cliente trova in me un unico interlocutore capace di gestire sia l’infrastruttura tecnologica che la comunicazione digitale>>.
Una realtà così dinamica richiede un grande sforzo organizzativo. Ti muovi da solo in questo mercato o hai costruito una squadra intorno a te?
<<Seguo personalmente oltre cento clienti, ma l’attività oggi va ben oltre questi numeri. Per coprire tutto il volume di richieste e la varietà di servizi che offriamo, ho costruito nel tempo una rete di collaboratori fidati. Questa struttura mi permette di delegare alcune fasi del lavoro e di arrivare dove da solo non riuscirei, soprattutto perché le commesse sono in costante aumento. Siamo un gruppo composto da ragazzi giovani, ma con tanta esperienza sul campo: essere una generazione cresciuta ‘dentro’ l’informatica ci dà una marcia in più. Inoltre ognuno di noi opera nel campo in cui ha competenza e questo ci permette di coprire un’ampia gamma di servizi e rispondere a tutte le esigenze del cliente>>.
Spesso l’imprenditore vede il rischio informatico come qualcosa di astratto, che riguarda solo le grandi multinazionali. Qual è l’ostacolo più grande che incontri nel dialogare con le realtà del territorio?
<<Il problema principale è la percezione del rischio: molti pensano che non capiterà mai a loro’ finché non si ritrovano con i server bloccati o i database criptati. Purtroppo, intervenire a danno avvenuto è sempre più costoso e complesso che prevenire. Il mio primo compito non è vendere un software, ma fare cultura digitale. Spiego ai titolari d’azienda che la sicurezza non è un costo statico, ma un’assicurazione sulla vita dell’attività stessa. Prevenire significa mappare le vulnerabilità prima che lo faccia un malintenzionato e strutturare sistemi di backup e difesa che rendano l’azienda resiliente. In questo lavoro, la soddisfazione più grande è vedere un cliente che, grazie al lavoro fatto insieme, può dormire sonni tranquilli sapendo che il suo patrimonio informativo è blindato>>.
So che in cantiere c’è qualcosa di molto più ambizioso di una semplice crescita aziendale. Si parla di un brevetto nel campo del recupero dati: di cosa si tratta esattamente?
<<Stiamo lavorando a un progetto che punta a cambiare le regole del gioco nel data recovery. Oggi, quando un supporto è danneggiato gravemente, il recupero è possibile quasi esclusivamente in ‘camera bianca’, con costi che possono facilmente superare i 5mila euro per un singolo intervento. Una cifra che spesso scoraggia le piccole imprese, costringendole a rinunciare ai propri dati. Il mio obiettivo è democratizzare questo processo. Stiamo sviluppando un sistema innovativo che permetterebbe di effettuare il recupero con la stessa efficacia, ma a costi decisamente più contenuti, diciamo circa la metà. Ma la vera novità non è solo il costo: è un prodotto progettato per non esaurirsi con un singolo utilizzo. È una sfida tecnica complessa, ma è la direzione che voglio prendere: portare soluzioni di alta fascia alla portata del tessuto produttivo reale>>.
Oltre alla consulenza, c’è un altro progetto importante che ti vede coinvolto: quello legato a un vero e proprio Data Center. Di cosa si tratta?
<<Sì, si chiama “NXT BAK”. È una società nata ufficialmente quest’anno, anche se ci lavoriamo già da diverso tempo. Gestiamo un vero e proprio Data Center attraverso il quale offriamo servizi di hosting, gestione mail, cloud e backup dei dati. Nonostante le difficoltà del periodo, come l’aumento dei costi dell’hardware dovuto alle tensioni internazionali, il progetto sta andando molto bene. Avere una struttura fisica di proprietà ci permette di offrire alle aziende una garanzia in più: sapere esattamente dove risiedono i loro dati e poter contare su una gestione diretta, sicura e trasparente>>.