NICK LOREN: «IO STUNT DI TRAVOLTA, MI SONO INNAMORATO DI BERGAMO»

Per 28 anni è stato la controfigura della star di Hollywood («un amico fraterno»). Oggi, nei panni di produttore, è pronto per sbarcare al Festival di Venezia con il loro nuovo film.

NICK LOREN: «IO STUNT DI TRAVOLTA, MI SONO INNAMORATO DI BERGAMO»
  • Spettacoli

A 55 anni, Nick Loren si muove con la disinvoltura di chi ha vissuto mille vite, la maggior parte delle quali trascorse a un passo dai riflettori che illuminano le grandi icone del cinema.

Per decenni è stato il volto “invisibile” dietro il successo di John Travolta, un legame- personale e professionale- che continua con orgoglio ancora oggi. Loren non è solo il suo storico stunt double:

è un produttore dinamico e un artista poliedrico sospeso tra gli studios americani e i nuovi scenari della produzione globale. In questo continuo rimbalzare tra un set e l’altro, ha trovato un baricentro inaspettato a Bergamo.

Lo abbiamo incontrato per parlare della sua carriera e del suo nuovo film, “That’sAmore!”.

A portarla spesso a Bergamo è un legame personale. È una città che le piace?

«Mi piace moltissimo passare del tempo qui, specialmente in Città Alta, che trovo affascinante. È un contesto radicalmente diverso rispetto a Los Angeles o ai grandi centri americani in cui lavoro: lì tutto è frenetico e vasto;

qui, invece, si respira un’atmosfera unica, storica. La mia vita rimane comunque divisa tra i vari set, negli Stati Uniti e nel resto del mondo, ma Bergamo è una delle città in cui vorrei stabilirmi.

Uno dei motivi principali per cui mi trovo qui, oltre al legame con la mia compagna, è il desiderio di favorire a portare le produzioni di Hollywood in Italia, in particolare a Bergamo e Milano. Grazie ai miei rapporti consolidati nel settore, mi piacerebbe favorire l’arrivo di produzioni internazionali e poter chiamare Bergamo “casa”».

Come è nata la decisione di intraprendere la carriera da controfigura?

«È stato un percorso quasi obbligato: all’epoca ero un papà single e avevo bisogno di stabilità economica. Grazie ad alcuni amici che lavoravano nel cinema ho iniziato a fare le prime comparsate, finché nel 1996, sul set di “Face/Off, ho incontrato John Travolta.

Per me fu incredibile: vederlo scendere le scale è stato come tornare bambino e vedere Danny Zuko; nella mia testa sentivo la musica di “Grease.

Scoprimmo subito di avere passioni comuni per la musica e la danza e da quel momento non ci siamo più lasciati. È un sodalizio che dura da ben 28 anni: ancora oggi, quando le tempistiche lo permettono, continuo a essere il suo stunt double, una collaborazione a cui do un valore enorme».

Un rapporto che oggi definisce fraterno.
«John è famiglia. Per i miei figli è lo “Zio John”, per me un fratello. Di lui ammiro l’umiltà: per lui siamo tutti uguali, non importa quanto tu sia famoso o che lavoro faccia. È una persona straordinaria che mi ha insegnato molto, ben oltre il lavoro sul set. Inoltre, sono felice che il nostro rapporto lavorativo continui anche in veste di produttore-attore».

L’infortunio sul set di “From Paris with Love” ha influenzato il suo passaggio a produttore e sceneggiatore?

«È stata un’evoluzione naturale. In quel periodo volevo già tornare a concentrarmi sulla musica, che avevo accantonato per gli impegni cinematografici, ma che non avevo mai abbandonato del tutto. Durante le riprese del film mi sono rotto un piede: è stato un momento di riflessione forzata. Ho capito che non avrei potuto fare lo stuntman per sempre. Il passaggio alla produzione è stato quindi un’evoluzione naturale, dettata dal desiderio di creare storie mie».

In veste di autore, qual è l’elemento che non può mancare in un suo progetto?

«Tutto ruota attorno all’umanità. Perché un film funzioni, deve raccontare una storia in cui le persone possano riconoscersi e relazionarsi. Se manca questa connessione emotiva tra i personaggi e il pubblico, la tecnica o i grandi budget non servono a nulla».

Oggi la sua carriera è estremamente poliedrica: attore, produttore e anche musicista.

«Si, sto vivendo una fase creativa incredibile. Come attore e produttore, ho diversi progetti in uscita entro fine anno: interpreterò l’antagonista Mason nel film post-apocalittico Kill Code, accanto a Harvey Keitel e Frank Grillo, e sarò nel cast di Neglected con Josh Duhamel, dove ricopro anche i ruoli di Second Unit Director e Stunt Coordinator. Ma è il ritorno alla musica che mi sta dando soddisfazioni immense: non l’ho mai abbandonata del tutto, ma oggi è tornata al centro della mia vita».

Il mio ultimo singolo, uscito a fine dicembre, ha superato le 100.000 visualizzazioni su YouTube in sole due settimane ed è in costante ascesa nelle classifiche di Spotify. È un’energia che mi mancava e che continuerà a crescere: a marzo uscirà già il prossimo brano, intitolato Enough. Per me la musica è un linguaggio viscerale, un altro modo per connettermi con il pubblico dopo tanti anni passati sui set cinematografici».

Parliamo di “That’s Amore!”: un cast importante per un musical che riporta Travolta alle origini.

« È un progetto ambizioso scritto e diretto da Nick Vallelonga, vincitore di due Premi Oscar per Green Book. Si ispira alla storia vera del padre di Nick, Tony “Lip” Vallelonga, ed è incentrato sulle famiglie italoamericane. Protagonisti saranno John Travolta e Katherine Heigl (la Izzie di “Grey’s Anatomy”, ndr) in un musical con canzoni originali».

Sarà un film capace di unire semplicità e profondità – girato tra i set in Mississippi e il fascino dell’Italia. Crediamo nella qualità di questo lavoro e l’obiettivo è alto: puntiamo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. È un film che parla di amore, futuro, paure, sogni. Ora, però, basta spoiler: vi aspettiamo al cinema per scoprire tutto il resto».