LIA BERGAMO: ESSERCI DOVE IL SISTEMA SI BLOCCA
- Economia
A Bergamo, l’economia non si legge sui manuali, si misura dal rumore dei laboratori che aprono all’alba e dalla resilienza di chi, ogni giorno, sfida mercati sempre più complessi. Ma anche l’imprenditore più tenace sa che oggi la solitudine è il rischio più grande. È qui che si inserisce la rotta tracciata da LIA Bergamo (Liberi Imprenditori associati): non un semplice ufficio di pratiche, ma una ‘centrale operativa’ che dà voce e scudo a cinquemila imprese del territorio. Incontrando il Presidente Marco Amigoni e il Direttore generale Pietro Bonaldi, la sensazione è netta: l’associazione ha smesso da tempo i panni della burocrazia per indossare quelli del partner strategico. In un momento in cui il sistema produttivo orobico è chiamato a transizioni epocali, LIA risponde con un pragmatismo tutto bergamasco: meno convegni, più soluzioni dirette. Dalla nascita dell’associazione alle accademy per i più giovani; dal dialogo con le istituzioni al nuovo poliambulatorio: il nostro viaggio conLia Bergamo è iniziato proprio nella loro sede di via delle Canovine
Presidente Amigoni, qual era la visione iniziale di LIA Bergamo?
<<Siamo nati per far crescere l’impresa, non solo per compilare i moduli. Mentre il mondo associativo si limitava a buste paga e contabilità, noi abbiamo portato nelle piccole realtà bergamasche strumenti allora riservati solo ai colossi industriali. Penso alla certificazione ISO 9001: siamo stati pionieri certificando le prime venti piccole imprese, un’operazione mai vista all’epoca. Quella è stata la nostra scintilla. Oggi la nostra scelta di campo resta netta: non gestiamo tributi o paghe, ma offriamo servizi strategici che permettono all’imprenditore di concentrarsi sul futuro>>
Con 3.000 imprese, la vostra base è molto variegata. Come gestite settori così diversi tra loro?
<<In LIA ogni impresa ha la stessa dignità, a prescindere dal numero di dipendenti o dal tipo di attività. Seguiamo settori tradizionali e comparti più particolari, come quello delle onoranze funebri, che spesso sconta uno stigma sociale ma che invece ha bisogno di tutele normative e supporto tecnico come ogni altro. Non facciamo distinzioni: che si tratti di un artigiano o di un servizio delicato, il nostro compito è ascoltare le necessità specifiche e dare risposte concrete. Essere un’associazione di categoria oggi significa non lasciare indietro nessuno, garantendo supporto anche a chi opera in ambiti meno visibili ma essenziali per la comunità>> ha spiegato il direttore.
Molte imprese non trovano personale: come state aiutando i giovani a entrare nel mondo del lavoro?
<<Più che segnalare il problema, abbiamo deciso di risolverlo creando percorsi dove la teoria lascia spazio alla pratica, guidata da professionisti- continua Bonaldi- Un esempio sono le nostre due realtà: la Tattoo Academy di Bergamo, prima e unica in provincia, che offre 1.500 ore di formazione per rilasciare la qualifica ufficiale, e l’Accademia Bergamasca Acconciatori, dedicata a chi vuole affinare le tecniche nell’hair styling tradizionale e in quello maschile. In questi due casi le aule sono qui nella nostra sede, ma il modello si sta già spostando direttamente nei cantieri e nelle officine. Per settori come edilizia, impiantistica ed elettronica, stiamo infatti creando percorsi formativi presso le aziende stesse: l’obiettivo è preparare addetti che sappiano affrontare il lavoro vero dal primo istante in cui mettono piede in azienda>>
Cosa significa concretamente per voi “stare accanto” alle imprese nei momenti di crisi?
<<Significa intervenire quando il sistema si blocca. Un caso emblematico riguarda la costruzione dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII: molte ditte bergamasche non venivano pagate dall’appaltatore (la DEC di Bari ndr). LIA ha riunito le aziende coinvolte e ha sostenuto una battaglia legale vinta con una sentenza che ha permesso agli imprenditori di recuperare i loro compensi. Non ci siamo fermati lì: insieme alla Facoltà di Giurisprudenza, abbiamo portato il caso a Roma per promuovere una legge che tuteli i subappalti delle piccole imprese. Per noi la vicinanza reale non è solo consulenza, ma azioni concrete per cambiare le regole a favore di chi lavora>> ha spiegato Amigoni.
Qual è il prossimo passo di LIA per supportare gli associati?
<<La novità principale- spiega il Direttore- è l’apertura del nostro Poliambulatorio, nato per semplificare la Medicina del Lavoro. Gestire la sorveglianza sanitaria, tra visite preassuntive, idoneità ed esami, spesso complesso per un’impresa. Grazie alla sinergia con i nostri uffici Sicurezza e Formazione, offriamo una gestione coordinata che riduce la burocrazia legata al D.Lgs. 81/2008. La struttura, attiva da aprile, è aperta anche ai privati per visite specialistiche e check-up. È un impegno che va oltre l’assistenza aziendale: vogliamo prenderci cura del benessere degli imprenditori, dei collaboratori e delle loro famiglie, offrendo un punto di riferimento unico sul territorio>>.