IVS 2026: BERGAMO CAPITALE MONDIALE DELLE VALVOLE

Espositori a +30% e spazi raddoppiati per la sesta edizione del summit. Il distretto orobico lancia la sfida globale tra idrogeno, nucleare e nuove tecnologie.

IVS 2026: BERGAMO CAPITALE MONDIALE DELLE VALVOLE
  • Economia

Non è solo una questione di meccanica di precisione, ma di sicurezza energetica, transizione ecologica e sovranità industriale. Se il “sistema Italia” cercava una conferma della propria resilienza in un quadro macroeconomico globale sempre più frammentato, l’ha trovata martedì 14 aprile nella Sala Pirelli di Palazzo delle Stelline a Milano. Qui è stata presentata la sesta edizione di IVS – Industrial Valve Summit, il più importante appuntamento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control, che trasformerà la Fiera di Bergamo nella capitale mondiale del settore dal 19 al 21 maggio 2026. La presentazione, moderata da Luca Pandolfi project manager IVS ha visto la partecipazione di diversi partner che da sempre sostengono il summit. Ha aperto i discorsi Luca Durante, direttore dell’ufficio dei beni strumentali dell’ “Ice Agenzia”: <<Per l’edizione 2026 la nostra agenzia ha selezionato tramite la propria rete estera una delegazione di oltre 40 tecnici qualificati. Si tratta di figure di alto profilo, tra cui responsabili acquisti di general contractor e decisori delle principali società energetiche internazionali>>. <<Si è consolidato un circolo virtuoso tra istituzioni e associazioni, valorizzando un settore che oggi vanta un peso industriale straordinario- ha sottolineato Alessandro Durante, segretario generale di AVR Anima– Grazie alla capacità di Confindustria Bergamo di fare sintesi, siamo riusciti a trasformare le esigenze delle singole imprese in un progetto comune che eleva l’intero sistema>>. La conferenza si è chiusa con le parole di Paolo Viglieri, Vice Presidente Confindustria Assatrica & Mediterrano che ha sottolineato l’importanza dello sviluppo del settore anche negli Stati dell’Africa. 

I numeri del 2026

I numeri raccontano un’edizione da record, ma è lo scenario di fondo a dare la misura dell’importanza strategica dell’evento. In un momento in cui le rotte commerciali sono ridisegnate dalle tensioni in Medio Oriente e dalle politiche tariffarie d’oltreoceano, il comparto delle valvole – cuore pulsante della filiera Oil & Gas e non solo – sceglie Bergamo per ribadire una leadership che non è solo numerica, ma tecnologica. L’edizione 2026 segna un punto di svolta dimensionale. Gli espositori saranno 416 con una crescita del 30% rispetto alla già fortunata edizione del 2024. A impressionare è soprattutto la proiezione internazionale: le aziende provenienti dall’estero sono circa cento, un balzo in avanti del 56% che porta sotto i riflettori 20 diversi Paesi, dai giganti come USA, Germania e UK fino a mercati emergenti e strategici come UAE, Sud Africa e Messico. Per ospitare questa massa critica, la Fiera di Bergamo ha dovuto letteralmente cambiare pelle. Il layout espositivo si amplia con due nuovi padiglioni, portando il totale a quattro per una superficie complessiva di 21.400 metri quadrati(+40% sulla passata edizione). Ma la vera rivoluzione è nel tempo: quella che era una “due giorni” espositiva si trasforma in una vera e propria “settimana delle valvole”, con tre giornate intere di apertura al pubblico e un calendario di eventi collaterali che coinvolgerà l’intero territorio orobico. L’italia, secondo i dati dell’Osservatorio IVS-Prometeia, anticipati durante la conferenza milanese si conferma il primo produttore europeo di valvole per l’Oil & Gas con il 38% della quota di mercato, staccando nettamente la Germania (30%) e la Francia. Di questo primato nazionale, la Lombardia è il motore assoluto: nel raggio di 100 chilometri da Bergamo si genera il 90% del fatturato totale del settore in Italia. Parliamo di un comparto che conta 140 imprese, oltre 10.000 addetti e un valore della produzione stabilmente sopra i 3 miliardi di euro. Il 2024 è stato l’anno d’oro, con un incremento delle vendite del 14% e una redditività (EBITDA margin) balzata all’11,5%, quasi il doppio rispetto ai livelli del 2022.

Bergamo e la crisi geopolitica 

 <<La crescita di IVS non è un obiettivo fine a sé stesso – ha sottolineato Giovanna Ricuperati, Presidente di Confindustria Bergamo – ma una risposta concreta a un’esigenza delle imprese: quella di aumentare la propria visibilità sui mercati internazionali in un contesto globale complesso>>. Non è un caso che l’evento metta radici profonde proprio a Bergamo: la scelta risponde alla necessità di valorizzare un distretto manifatturiero ad altissima specializzazione, unico al mondo. <<Nel tempo, il Summit è diventato molto più di una fiera settoriale, trasformandosi in un motore di marketing territoriale capace di innescare una serie di iniziative collaterali che prolungano i benefici economici ben oltre i padiglioni, garantendo ricadute concrete e strutturali per l’intera provincia>> ha sottolineato Luciano Patelli, presidente di Promoberg. Nonostante l’ottimismo dei dati, l’orizzonte del 2026 presenta nubi che il Summit cercherà di diradare. Il Medio Oriente, che assorbe oltre un quarto dell’export italiano di settore, resta un’area ad alto rischio. Le tensioni nello Stretto di Hormuz e le incertezze nei rapporti con l’Iran potrebbero influenzare i flussi di investimento nel breve periodo. Proprio in questo contesto, IVS si candida a diventare un’agorà strategica, un luogo di allineamento dove imprese e istituzioni possono interpretare le dinamiche in atto e valutare gli impatti lungo la catena di fornitura. Come ricordato da Patelli, la Fiera di Bergamo gioca un ruolo chiave grazie alla sua posizione baricentrica e alla vicinanza con l’aeroporto di Orio al Serio (BGY), che collega il distretto produttivo orobico con l’Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente.

Oltre l’Oil & Gas: idrogeno, nucleare e spazio

Se il passato del settore è legato al petrolio e al gas, il futuro di IVS 2026 guarda con decisione verso la decarbonizzazione e le nuove frontiere dell’energia. Il programma scientifico, curato da VALVEcampus, riflette questa metamorfosi. Con 68 appuntamenti tra convegni e tavole rotonde (+30% rispetto al 2024), il Summit esplorerà i “nuovi mondi” applicativi: dall’idrogeno alle tecnologie CCUS (cattura e stoccaggio del carbonio), fino al rilancio del nucleare. Un focus specifico sarà dedicato ai Small Modular Reactor (SMR), i reattori di nuova generazione che promettono di rivoluzionare il mix energetico europeo. Ma l’innovazione passerà anche per il software: l’intelligenza artificiale farà il suo ingresso ufficiale nel palinsesto con sette convegni dedicati alla progettazione meccanica predittiva e alla gestione della supply chain. Non mancheranno approfondimenti su temi critici come la resistenza dei materiali in condizioni estreme e l’impatto delle normative PFAS sulle tenute industriali. Francesco Apuzzo, Presidente di Valve Campus, ha ribadito l’indipendenza e la qualità dei contenuti scientifici del Summit: <<Vogliamo rafforzare il dialogo tra industria, ricerca e utilizzatori finali, puntando sulla formazione e sul coinvolgimento dei giovani, asset fondamentale per garantire un ricambio generazionale all’altezza delle sfide tecnologiche che ci attendono>>