Energia, AI e lavoro: Agnelli e Rizzo a confronto sul futuro dell’Italia 

Alla Borsa Merci dialogo serrato sulle sfide di imprese e lavoratori tra il presidente di Confimi Industria e il leader di Democrazia Sovrana Popolare 

Energia, AI e lavoro: Agnelli e Rizzo a confronto sul futuro dell’Italia 
  • Economia

Festa dei lavoratori: energia, impresa, lavoratori. Questi i temi affrontati durante l’incontro che si è tenuto il  Primo Maggio nella Sala Sestini della Borsa Merci. 

Protagonisti dell’avvincente dialogo Paolo Agnelli – fondatore e presidente di Confimi Industria – e Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare. 

A moderare il confronto la giornalista Simona Befani, che ha tenuto le redini di un dibattito capace di toccare molteplici argomenti di stretta attualità: dalla crisi energetica, al mondo del lavoro, fino all’avvento dell’intelligenza artificiale e la situazione economica italiana. 

Due figure, quelle di Agnelli e Rizzo, che  pur rappresentando due mondi differenti hanno portato avanti un colloquio serrato: perché oggi più che mai è necessario unire le forze per individuare soluzioni comuni alle tanti crisi in atto. 

«Il nostro ceto medio – formato da piccole e grandi imprese -precipita sempre più verso il basso. Solo grazie all’unione della classe media si può trovare una soluzione per evitare il declino dell’Italia», ha spiegato Rizzo.

«Una volta eravamo la quarta/quinta potenza mondiale – ha esordito Agnelli -. Mentre oggi siamo all’ottavo posto e rischiamo di scendere ancora più giù. Questo è accaduto perché, col tempo, abbiamo perso la nostra dignità e autonomia, a causa di alcuni grandi gruppi multinazionali che hanno preso il controllo di tutto: dal settore economico a quello energetico, alimentare e così via». 

DA MATTEI AL CONTESTO ENERGETICO ATTUALE

Durante la discussione è stato omaggiato più volte, in occasione dei 120 anni dalla nascita, Enrico Mattei – figura chiave per l’indipendenza energetica dell’Italia nel dopoguerra – poiché attraverso la fondazione di ENI (Ente Nazionale Idrocarburi), nel 1953, ebbe l’ardire di sfidare le cosiddette “sette sorelle”, ovvero il cartello delle grandi compagnie petrolifere mondiali, che dominavano il mercato globale (Exxon, Mobil, Chevron, Texaco, Gulf Oil, Royal Dutch Shell e British Petroleum).

Per Rizzo, è stato «un uomo che ha reso grande il nostro Paese. Fu un politico, un partigiano e un grande imprenditore fino alla sua morte, avvenuta in un misterioso incidente aereo nel 1962: una circostanza sulla quale, nel tempo, sono state avanzate ipotesi di attentato». 

Nel contesto attuale il problema energetico è un’emergenza sempre più sentita e grave: causata non solo dell’aumento dei costi del petrolio e della scarsità di materie prime, ma aggravato dai conflitti internazionali. 

Agnelli ha colto l’occasione per disapprovare le sanzioni alla Russia e i vincoli ambientali italiani, sostenendo la necessità di una maggiore autonomia energetica nazionale. «Possediamo delle piattaforme di estrazione nell’Adriatico, ma non ci è consentito utilizzarle. Lo stesso vale per i giacimenti di idrocarburi in Basilicata: non possono essere sfruttati, per via del divieto di trivellazione delle coste. Nemmeno il nucleare è un’opzione tangibile, poiché il Referendum del 1987 portò alla chiusura degli impianti esistenti sul nostro territorio. Un controsenso, se si considera che la Francia è tra i principali produttori nucleari in Europa (con 56 reattori attivi, ndr) e un eventuale guasto o incidente al di là delle Alpi, avrebbe ripercussioni pesanti anche in Italia».

SOLUZIONI CONCRETE: TRA PROPOSTE DI LEGGE E SMR

E, quindi: come se ne esce?

«A breve presenteremo al Senato una proposta di legge sulla neutralità: in quel modo, sarebbe possibile togliere le sanzioni alla Russia, approvvigionandoci del loro gas importato; inoltre, ci renderebbe possibile il commercio con tutto il mondo, senza dover versare il 2% del PIL alla NATO», ha enunciato Rizzo. 

Una legge che, a parere dei relatori, comporterebbe inoltre di eliminare le spese militari per l’Ucraina, arrivando a risparmiare centinaia di miliardi. 

Attualmente, l’Italia è il Paese del Vecchio Continente che più spende in energia, seguito da Ungheria, Svizzera, Lituania e Portogallo. 

«In Europa siamo tra i primi dieci produttori di alluminio – ha aggiunto, dal canto suo, Agnelli . Ma è necessario essere autonomi dal punto di vista energetico per poter fare affari nel mondo». L’imprenditore, presidente del Gruppo Alluminio Agnelli, ha sottolineato che una soluzione potrebbe arrivare dagli “small modular reactors” (noti anche come SMR): reattori a fissione nucleare, di potenza e dimensioni ridotte rispetto alle centrali tradizionali. 

Un piano sul loro possibile utilizzo  è stato presentato al Ministero e si è in attesa di ulteriori sviluppi. «Utilizzando questi dispositivi all’interno delle fabbriche si otterrebbero numerosi vantaggi non solo dal punto di vista energetico, ma anche in termini di sicurezza, poiché questi reattori sono molto più sicuri di una centrale nucleare e più controllabili, con meno rischio di guasti. In tal modo non avremmo più bisogno del petrolio estero: potrebbero diventare la nostra nuova ricchezza», ha ribadito Agnelli. 

Tra i temi caldi della giornata anche il lavoro, lo sfruttamento dei dipendenti e gli extra profitti bancari che comportano la riduzione del reddito a famiglie e imprese, aumenti dei costi di conto corrente e minori investimenti. 

Proprio a tutela dei lavoratori – e per contrastare i contratti pirata, che mettono a rischio retribuzioni giuste e tutele dei dipendenti – Agnelli ha introdotto il salario minimo di 9 euro lordi l’ora all’interno del Contratto collettivo multimanufatturiero di Confimi

Inoltre, ha insistito affinché venisse inserito all’interno del Consiglio di amministrazione un rappresentante dei lavoratori. 

DAL LUDDISMO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Altro aspetto analizzato quello dell’AI, delle sue conseguenze nel mondo del lavoro e i possibili scenari futuri. 

A riguardo, Rizzo ha portato avanti una riflessione riguardante il rischio di sostituire la forza lavoro umana con le macchine. «Due secoli fa, Ned Ludd ha spaccato i telai nelle fabbriche perché rappresentavano una possibile minaccia, in quanto avrebbero tolto il lavoro agli operai. Questo dimostra come la tecnologia non sia un pericolo di per sé: dipende dall’utilizzo che se ne fa. Così come i telai hanno alleggerito e facilitato il lavoro umano, sgravandolo dalla fatica, anche l’AI – se adoperata nel modo corretto – potrebbe migliorare le condizioni lavorative, riducendo l’orario e garantendo più tempo libero». 

Anche Agnelli si è espresso a riguardo, sottolineando come negli stabilimenti delle aziende socie di Confimi siano già stati portati avanti degli studi per analizzare l’impatto dell’intelligenza artificiale. «In effetti è utile per calcoli veloci e potrebbe sostituire il 20% dei dipendenti a livello impiegatizio, ma gli operai sono meno sostituibili. Potrebbero essere utili per gestire e programmare le macchine dotate di intelligenza artificiale». 

In questo modo, secondo Agnelli, le macchine potranno diventare un valido aiuto per affiancare – senza sostituire – il lavoro dell’operaio, con un miglioramento dell’efficienza e del livello qualitativo del lavoro. Robot che, del resto, già da anni sono stati introdotti nelle aziende e che, col tempo, saranno capaci di ulteriori performance. Se ne evince che l’AI potrebbe consentire risparmi aziendali – con prezzi più bassi dei prodotti finali – rendendoci più competitivi sul mercato internazionale. «Grazie a questa nuova tecnologia penso che riusciremo ad esportare meglio e ad ingrandire i nostri stabilimenti con un ritorno positivo e  una maggiore precisione a livello globale», ha affermato l’industriale. 

Il dibattito si è concluso con un confronto sulle possibili strategie per rilanciare la competitività italiana, tra autonomia energetica, tutela del lavoro e innovazione tecnologica. Pur partendo da posizioni differenti, Paolo Agnelli e Marco Rizzo hanno evidenziato la necessità di un dialogo continuo e proficuo tra imprese e lavoratori, per affrontare le trasformazioni economiche in corso.