IL PANATHLON RENDE OMAGGIO A GIANNI MOTTA

IL PANATHLON RENDE OMAGGIO A GIANNI MOTTA
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Non è stata solo una cena tra soci, ma un vero tuffo in quel ciclismo “eroico” fatto di polvere, sudore e rispetto. Il Panathlon Club Bergamo “Mario Mangiarotti” ha dedicato la cena del 16 aprile al Giro d’Italia, portando a tavola un ospite d’eccezione: Gianni Motta. Il pretesto per l’incontro, ospitato nella cornice di SAPS Pentole Agnelli di Lallio, è una ricorrenza che profuma di storia: i sessant’anni dal trionfo di Motta al Giro d’Italia del 1966. Intervistato dal giornalista Ildo Serantoni, il campione ha ripercorso i momenti salienti di un’epoca in cui correre significava sfidare giganti come Gimondi, Anquetil e il “Cannibale” Merckx. << La vittoria di sessant’anni fa non fu solo talento puro, ma una gestione magistrale della corsa – ha ricordato il presidente del club Gianluigi Stanga, sottolineando come figure come Motta rappresentino un patrimonio culturale che va ben oltre l’albo d’oro – Celebrare il Giro d’Italia significa rendere omaggio a una pagina straordinaria dello sport e della nostra cultura, attraverso il racconto di protagonisti che ne hanno scritto la storia>>. La serata ha messo in luce non solo l’atleta, capace di domare le salite più impervie, ma anche l’uomo e l’imprenditore. Dopo il ritiro nel 1976, infatti, Motta ha saputo reinventarsi nel mondo delle due ruote, fondando il proprio marchio di biciclette e dimostrando come la passione possa cambiare forma senza mai spegnersi. Tra i sapori del Bolle Restaurant e i ricordi di una carriera leggendaria, il Panathlon ha ribadito la sua missione: celebrare lo sport autentico, quello fatto di rivalità accese ma sempre segnate dalla correttezza. Un messaggio che, a sessant’anni da quel leggendario 1966, appare più attuale che mai. La serata è stata anche l’occasione per celebrare  l’ingresso di nuovi tre soci del Panathlon: Omar Nembrini per il ciclismo, Daniela Andreini e Lia Ratti per la corsa.