PROVINCIA, GAFFORELLI è IL NUOVO PRESIDENTE «SUBITO PIANO DI EMERGENZA PER STRADE E SCUOLE»
- Politica
Gianfranco Gafforelli è il nuovo presidente della Provincia di Bergamo.
Le elezioni di secondo livello, che si sono svolte domenica 15 marzo, hanno decretato il cambio del vertice nell’istituzione di via Tasso. Gafforelli subentra a Pasquale Gandolfi, che è stato sconfitto grazie ad una campagna elettorale in cui il sindaco di Romano di Lombardia ha battuto il territorio palmo a palmo, accompagnato dai rappresentanti politici del centrodestra.
Gafforelli vanta una lunga carriera professionale e politica. Dipendente fino al 2017 dell’azienda ospedaliera di Treviglio, in qualità di Responsabile Amministrativo dei presìdi ospedalieri di Calcinate e Romano di Lombardia, dal 1986 al 1990 ricopre il ruolo di assessore ai Servizi sociali del Comune di Calcinate. Dal 1990 al 2004 e dal 2011 all’ottobre 2021 viene nominato Sindaco di Calcinate, mentre dal 2005 al 2011 è presidente del Consiglio di Gestione del Parco Regionale del Serio. Dal 2014 al 2018 entra in via Tasso come Consigliere provinciale e da ottobre 2018 fino al 2021 viene scelto già una prima volta come presidente della Provincia di Bergamo. Nel 2024 viene, invece, eletto primo cittadino a Romano di Lombardia, incarico che continuerà a svolgere per il quinquennio previsto dal mandato.
Le votazioni si sono chiuse con un’affluenza del 72,8%, quindi con il voto di 2.135 elettori: il 60,2% degli amministratori di fascia A (Comuni fino a 3 mila abitanti); 72,1% delle amministrazioni da 3 a 5 mila abitanti; 85,9% da 5 a 10 mila residenti; 95,6% per le realtà da 10 mila a 30 mila abitanti; Treviglio con il 94,1% degli aventi diritto, mentre hanno votato il 96,9% degli amministratori del capoluogo Bergamo.
Conti alla mano, il candidato del centrodestra ha prevalso con il 52% contro il 48% dello sfidante Pasquale Gandolfi, in rappresentanza del centrosinistra (42.445 voti ponderati contro 39.299).
Per Gafforelli, come accennavamo, si tratta di un ritorno alla presidenza della Provincia di Bergamo, dopo l’esperienza maturata dal 2018 al 2021.
Lo incontriamo subito dopo la vittoria alle elezioni, nella prima mattinata di lunedì 16 marzo. È già al lavoro, puntualissimo, giacca e cravatta d’ordinanza, dietro alla sua scrivania, nell’ufficio di presidenza situato al primo piano del palazzo che ospita anche la Prefettura.
Fuori c’è un via vai di persone, tutte pronte a complimentarsi con lui, comprese numerose istituzioni che hanno già dato la disponibilità a collaborare nel migliore dei modi per scrivere il futuro della Bergamasca.
«Rimbocchiamoci le maniche e iniziamo subito a lavorare per il bene del nostro territorio – esordisce il neo presidente -. Nei primi cento giorni di mandato voglio dare priorità ad alcune tematiche importanti come la manutenzione straordinaria delle strade, così come le palestre e gli edifici scolastici. Per tutte le problematiche da affrontare è indispensabile contare su un tavolo permanente dei sindaci, che permetta di fare il punto sulla situazione, assegnando le giuste urgenze».
Cosa si prova a tornare presidente della Provincia di Bergamo, dopo il precedente mandato?
«Si tratta sempre di una grande emozione e devo ringraziare, in particolare, due persone: mia moglie e mia figlia, che mi sono sempre state vicine. È stata una campagna elettorale impegnativa, trascorsa di paese in paese, sempre accompagnato da tantissimi consiglieri provinciali e regionali di tutta la coalizione, che hanno dato peso specifico alle visite e alle questioni da affrontare in ogni area. Non sono un presidente che ama stare dietro alla scrivania, ma al contrario reputo fondamentale toccare con mano e vedere di persona le problematiche, in modo da rendersi conto direttamente e affrontarle con la giusta determinazione. A tal proposito, non vedo l’ora di iniziare le visite sul territorio».
La riforma Del Rio ha riorganizzato le province, che da un lato sono state depotenziate, ma dall’altro rappresentano il primo interlocutore per decine di amministrazioni comunali, molte delle quali decisamente piccole, che andrebbero in difficoltà nel rapportarsi direttamente con l’ente superiore regionale.
«La situazione è leggermente migliorata dal punto di vista economico, ma servirebbero maggiori trasferimenti. Le Province sono l’ente più vicino alle singole amministrazioni comunali e sono convinto che sarebbe indispensabile ripristinare l’elezione diretta da parte dei cittadini. Il territorio bergamasco è fragile e richiede la massima attenzione per risolvere problemi e criticità. Viviamo in una provincia che vanta oltre un milione di abitanti con territori diversi tra montagna, collina, laghi e pianura. In molte zone, come quelle montane, assistiamo ad un preoccupante spopolamento con il rischio di perdere servizi essenziali per la gente, che noi vogliamo, invece, rafforzare. Da questo punto di vista ammiro molto gli imprenditori che rimangono nelle valli e continuano ad investire perché credono nel loro ambito, nonostante disagi e costi logistici superiori: li ho definiti dei martiri e vanno assolutamente sostenuti».
Fra le tematiche più discusse ci sono opere viabilistiche come il collegamento Bergamo-Treviglio, l’infrastruttura Paladina-Sedrina e la Provinciale 35, oltre all’inceneritore di Montello.
«Nei primi tre mesi, caratterizzati dai canonici cento giorni di mandato, affronteremo i vari dossier aperti, molti dei quali riguardano proprio la viabilità. Decidere, significa certamente scontentare qualcuno, ma sempre nell’ottica di fare il bene della nostra comunità. Sulla Bergamo-Treviglio l’iter è ormai avviato e, una volta risposto alle prescrizioni del Ministero, andrà dimostrata la sostenibilità economica dell’opera. Ci faremo trovare pronti anche sul progetto della Paladina-Sedrina, così come sulla questione relativa alla Provinciale 35 verso la Valle Seriana. Per quanto riguarda, invece, l’inceneritore di Montello, dobbiamo seguire quelle che sono le indicazioni fornite da Regione Lombardia. Il mio obiettivo è quello di rispondere compitamente a tutte le istanze, grazie al supporto di una coalizione forte».
Il prossimo passo è il rinnovo del consiglio provinciale, che cade già ad ottobre.
«In attesa del nuovo consiglio, assegnerò le deleghe per poter lavorare con una squadra di governo preparata e coesa. In Provincia abbiamo tante tematiche da affrontare: viabilità e infrastrutture ma anche sviluppo territoriale, servizi ai Comuni, pianificazione urbanistica, formazione, lavoro, trasporti e società partecipate, così come turismo e terzo settore. Su tutti questi ambiti occorre rispondere compiutamente ai sindaci e, di riflesso, ai cittadini che credono fortemente nell’istituzione Provincia».
Giorgio Lazzari