Genesi guarda all’America, ma il cuore resta a Bergamo
L’accordo con il gruppo SureWerx lancia la multinazionale di Brembate di Sopra sul mercato globale, blindando sede, organico e valori sul territorio.
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È una storia di eccellenza nata e cresciuta nel territorio bergamasco che oggi si apre a un palcoscenico globale. Un salto internazionale che – d’altro canto – non sposta di un millimetro le proprie radici. Nel vocabolario economico, ma anche in quello letterale, “Genesi” evoca l’istante in cui un’idea prende forma per dare vita a qualcosa di nuovo. Una promessa di continuo rinnovamento che questa solida realtà familiare orobica, Genesi Protection- specializzata nella progettazione di sistemi anticaduta e soluzioni di sicurezza per i lavori in quota e negli spazi confinati- guidata da Simone Cornali, ha saputo trasformare in vent’anni di crescita costante sul mercato. Celebrare un traguardo così significativo non è però solo un esercizio di memoria, ma l’occasione per tracciare rotte inedite. Il 24 giugno, nella prestigiosa cornice di Confindustria Bergamo al Kilometro Rosso – partner d’eccellenza che l’azienda ringrazia sentitamente per il costante supporto offerto negli anni al percorso di crescita professionale e personale del suo titolare – Genesi ha festeggiato il suo ventennale con una cerimonia sobria ed elegante. La scelta di questa platea esclusiva è servita ad annunciare un passo decisivo: l’integrazione all’interno del gruppo industriale americano SureWerx. Un’operazione di ampio respiro internazionale che nasce dallo stato di assoluta salute finanziaria e competitiva della società. Non si tratta di una conclusione, bensì del principio di una nuova “genesi” per i prodotti e le ambizioni mondiali del marchio, blindato in un accordo societario che ne tutela rigidamente l’identità, il valore umano e il profondo legame con le sue radici. A raccontarci questa scelta sono il CEO di Genesi, Simone Cornali, e il CEO di SureWerx, Scott Dowell

Partiamo da un presupposto fondamentale per fare chiarezza: Genesi non chiude e, soprattutto, non scompare. È così?
«Esattamente, anzi: l’azienda rilancia. Una realtà del genere non si improvvisa. Alle nostre spalle ci sono vent’anni di storia, investimenti e sacrifici. Due decenni in cui abbiamo costruito passo dopo passo la nostra solidità, superando anche le fasi congiunturali più complesse. Genesi rappresenta un patrimonio di competenze, persone e valori profondamente radicato nel territorio: questa operazione non cancella il passato, ma è stata firmata proprio per dare continuità e una proiezione internazionale a questa storia».
Le aziende che funzionano sanno che il cambiamento è una leva per crescere ancora. Da dove nasce l’idea di questo nuovo percorso per il futuro di Genesi?
«Il cambiamento è il motore della crescita. L’ingresso nel Gruppo SureWerx risponde a due precise esigenze strategiche: accelerare l’espansione verso nuovi mercati e consolidare la nostra competitività su scala globale, sfruttando l’importante dotazione di risorse della multinazionale. Questa evoluzione si tradurrà in un’opportunità straordinaria per l’indotto bergamasco: la sede resta a Brembate di Sopra, l’attuale team è confermato in blocco e prevediamo nuovi investimenti in strutture, spazi operativi e assunzioni».
In un’operazione del genere l’intesa tra le parti è tutto. Cosa vi ha convinto di questa realtà e cosa, d’altra parte, secondo voi, ha spinto loro a puntare su Genesi?
«La sintonia è stata immediata e reciproca. Negli anni Genesi ha ricevuto ben cinque proposte di acquisizione, a dimostrazione del valore di mercato che abbiamo saputo esprimere. Non avevamo la necessità di vendere, ma stavamo valutando l’alleanza giusta per compiere un salto di qualità decisivo. In SureWerx non abbiamo trovato solo un partner industriale di primo livello, ma un gruppo di persone con cui si è creata una profonda comunione d’intenti. L’aspetto umano e la trasparenza sono stati fattori determinanti per siglare l’accordo».
A livello societario e organizzativo, cosa comporterà concretamente questa integrazione?
«A livello operativo l’assetto non cambia: manterrò la guida della società come Amministratore Delegato in totale autonomia e i clienti continueranno a relazionarsi con i referenti di sempre. L’obiettivo dell’operazione non è stravolgere la nostra operatività, ma potenziarla attraverso l’accesso a infrastrutture, capitali e strumenti capaci di velocizzare la penetrazione commerciale in tutta Europa. A breve, inoltre, integreremo la nostra offerta distribuendo i prodotti SureWerx sul mercato europeo».
Se guardiamo invece al mercato e al catalogo, come si evolverà la vostra offerta di prodotti?
«La nostra specializzazione storica nei sistemi anticaduta, linee vita, ingegneria degli accessi e sicurezza per gli spazi confinati resta il nucleo centrale del business. La vera novità risiede nella complementarità dei cataloghi: Genesi beneficerà della vasta gamma di soluzioni globali di SureWerx, mentre il gruppo americano sfrutterà i nostri sistemi ingegnerizzati e il nostro know-how nell’assistenza tecnica. Per il cliente finale significa poter contare su un servizio chiavi in mano ancora più completo, che va dalla progettazione all’installazione, fino alla manutenzione e alla formazione. Questa sinergia industriale ed economica punta a consolidare la nostra leadership in Italia e ad accelerare la penetrazione nell’area EMEA, aprendo al contempo una corsia preferenziale per esportare l’ingegno bergamasco di Genesi in Nord America. Ciò comporterà investimenti costanti in risorse umane, ricerca, sviluppo e potenziamento dei servizi di vendita. Se i primi vent’anni sono serviti a costruire un brand sinonimo di affidabilità, i prossimi saranno dedicati a espandere questo successo su scala mondiale, mantenendo fermo il nostro storico approccio sartoriale al cliente».
Al di là dei numeri e della strategia, per un imprenditore un’azienda è un pezzo di vita. Come ha vissuto, a livello personale, questo passaggio?
«Sotto il profilo personale e della carriera si è trattato della scelta più complessa e carica di responsabilità. Genesi è il frutto di una dedizione assoluta condivisa quotidianamente con un team straordinario, ed è naturale che un passo simile muova una forte componente emotiva. Tuttavia, il dovere di un imprenditore è guardare al futuro, garantendo la massima stabilità e prospettiva alle proprie persone. L’ingresso in un gruppo internazionale offre ai nostri collaboratori orizzonti di crescita professionale prima impensabili, e questa è una responsabilità che sento mia. Per quanto mi riguarda, lavorare all’interno di un board direttivo internazionale non sarà un limite, ma un’opportunità di confronto per concentrarmi al meglio sullo sviluppo strategico e sull’innovazione».
Un timore comune quando avvengono queste operazioni è che l’azienda possa perdere la propria natura. In che modo l’identità, il nome e i valori che avete costruito in questi anni verranno preservati e valorizzati?
«È una preoccupazione legittima, ma questa integrazione non sovrascriverà la nostra cultura aziendale, la arricchirà. Il modello punta a unire le eccellenze di entrambe le realtà. La mia permanenza al vertice aziendale e nella direzione strategica rappresenta la garanzia più concreta: la centralità delle persone, l’integrità e la qualità che definiscono il marchio Genesi Protection rimangono i pilastri insostituibili della nostra identità. Ovviamente anche il nome Genesi resta».

Scott, quali sono i vostri piani di sviluppo per Genesi nei primi anni e in che modo questa integrazione permetterà al marchio di raggiungere nuovi mercati?
«I nostri piani di sviluppo sono incentrati su investimenti, integrazione e accelerazione strategica. In primo luogo, vogliamo che Genesi continui a fare ciò che sa fare meglio, potenziando l’hub di Brembate di Sopra e la sua presenza europea grazie all’innesto di nuove risorse nel coordinamento delle vendite, nel supporto operativo, nell’IT e nella finanza. In secondo luogo, la nostra priorità sarà sfruttare la rete logistica e la capillare penetrazione commerciale che SureWerx vanta sul mercato nordamericano per introdurre le soluzioni ingegnerizzate di Genesi nei canali distributivi d’oltreoceano. Insieme, creiamo un percorso solido e immediato per la crescita internazionale, unendo una piattaforma distributiva solida a un catalogo di prodotti altamente specialistico».
Il successo di un’attività dipende da chi la coordina. Quali qualità avete riconosciuto in Simone Cornali come imprenditore e quanto ha pesato la sua figura nella vostra decisione di investire?
«Il ruolo di Simone è stato fondamentale. Nelle nostre acquisizioni non valutiamo mai solo i prodotti o i risultati finanziari, ma innanzitutto la qualità della leadership. Cornali ha costruito un’azienda con una solida cultura tecnica, relazioni profonde con i clienti e una visione chiarissima. Di lui ci hanno colpito l’energia, l’ambizione e quella passione autentica per la sicurezza che lo spinge a voler sempre innovare. La sua permanenza alla guida di Genesi è per noi la massima garanzia: abbiamo la certezza di poter espandere il marchio nel mondo preservando il DNA, l’identità e lo storico legame con il territorio bergamasco che ne hanno decretato il successo».